Google Mum

Alzi la mano chi sa cos’è Google MUM

 

Google Mum si basa sull’intelligenza artificiale e potrà dare risposte sempre più precise alle richieste degli utenti, comprendendone i desideri.

 

Google è pronto ad ufficializzare l’attivazione di un nuovo motore di ricerca. Si tratta di una tecnologia che, attraverso l’intelligenza artificiale, sarà in grado di dare risposte precise a domande sempre più complesse.
Il nome di questo software è Mum, un acronimo che sta per ‘multitask unified model’ e che è stato creato per cambiare radicalmente il modo attraverso viene utilizzato il motore di ricerca più impiegato al mondo, mettendolo in grado di comprendere i desideri degli utenti e restituire risultati sempre più precisi.

Che cos’è Google Mum

Il concetto di multitask unified model può essere reso in italiano come ‘modello unificato di operazioni svolte contemporaneamente’. È stato progettato per comportarsi simulando gli schemi seguiti dal cervello umano: apprende dal tipo di ricerche che svolgiamo e dalle parole che utilizziamo, cerca di capire le nostre reali intenzioni e prova a restituire risultati sempre più pertinenti, cercando di conoscerci, capirci e anticiparci.

Non mancano i dubbi

Come ogni innovazione, porta con sè indubbi benefici, ma anche qualche lato oscuro. In particolare, il fatto che potrebbe diventare un mezzo per costringere sempre più gli utenti a muoversi preferenzialmente nella galassia Google. Ancor più di quanto accade oggi e che già non è poco.

Le ricerche migliorate

Pensiamo di essere prossimi a una pietra miliare dell’evoluzione del Web “, dice Pandu Nayak, che all’interno di Google è il responsabile del progetto Mum. Nayak si dice sicuro di una cosa: questa tecnologia darà risposta a “ migliaia di domande confuse e ambigue che le persone si pongono ogni giorno, ma che al momento non riescono a formulare in modo diretto, chiaro e distinto per ottenere le risposte volute “.

Per esempio, quale tipo di scuola è meglio far frequentare ai propri figli? Oppure, come individuare l’opportunità di dover cominciare un nuovo regime alimentare o di allenamento? Dice Nayak: “Qualcuno potrebbe domandarsi qual è il miglior regime di fitness rispetto al livello di forma fisica ed all’età “. Attualmente, per trovare risposta a domande così precise “ è necessario porre diverse e differenti domande al motore di ricerca per poi provare ad incrociare le informazioni ricevute così da trarre da Google la risposta desiderata . Ma il futuro delle query attraverso Mum è destinato a ricevere risposte a bisogni sempre più complessi in modo sempre più realistico “.

 

L'algoritmo di Google Mum

 

Il punto di arrivo di Google Mum

Google Mum è il risultato di un decennio di sviluppo del knoledge graph (il riquadro di dati che compare per determinate query sul motore di ricerca e che rappresenta una sorta di gigantesca enciclopedia virtuale di fatti). È una funzione, introdotta da Google nel 2012, che consente di definire la relazione tra concetti diversi e oggetti diversi, dando agli algoritmi un certo grado di comprensione semantica delle ricerche. In altri termini: umanizzando la comprensione.

Comprensione semantica che è stata gradualmente migliorata, fino a essere inserita in un altro progetto del colosso della Silicon Valley: RankBrain, un programma di machine learning lanciato nel 2015 pensato per migliorare i risultati del motore di ricerca.

L’evoluzione di questa tecnologia ha portato prima al lancio di Bert (Bidirectional encoder representations for transormer) – in Italia dal 2019 – che in sostanza consentiva all’algoritmo di intuire cosa un utente stesse cercando anche quando sul motore di ricerca venivano formulate frasi intere, o ricerche con parole non esatte. Mum, presentato lo scorso maggio durante l’annuale conferenza degli sviluppatori, ne è la naturale evoluzione, ma circa 1.000 volte più potente.

I dubbi espressi dal mercato

Inizia l’epoca della ricerca testuale. Google Mum ne traccia il solco in grado com’è di incrociare ricerche che riguardano testo, audio, foto e video. È una modalità completamente differente di intendere la ricerca online e si pone l’obiettivo di trovare una razionalità nei desideri indistinti, una logica nel vago.

Google Mum porrà i nostri desideri come su degli assi cartesiani per poi renderli coerenti ai nostri occhi. Con potenzialità enormi anche sul mercato pubblicitario, che è quello che sostanzialmente alimenta economicamente il motore di Mountain View.

E che determinerà alla fine il successo o meno di questa tecnologia. Nonostante ora come ora alcuni temano che introdurre ricerche più precise e dirette possa comportare una diminuzione delle ricerche stesse e di conseguenza una diminuzione del business pubblicitario. Ma per Google non ci sono dubbi: ricerche più precise significano pubblicità più mirate. Finora hanno sempre avuto ragione.

Comments are closed.