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2.1 Branding audit

 

Fare branding significa rendere un marchio unico, irripetibile e facilmente riconoscibile dai suoi potenziali clienti, nonché imprimibile senza sforzo nella mente dei clienti affezionati.

Cosa si intende per branding?

Per branding si intende l’insieme delle attività operative e strategiche relative alla gestione ed al consolidamento di una marca o di un marchio sul mercato. Queste pratiche contribuiscono alla differenziazione di un certo prodotto rispetto a quello posto in commercio dai competitor, attraverso azioni che vanno dalla creazione di segni distintivi – come nome o logo – alla produzione di contenuti brandizzati (branded content).

Ogni impresa ha bisogno di un piano marketing personalizzato che comprenda attività di branding.

Non solo, fare branding, significa sviluppare in maniera coerente il brand e alzare la brand equity ovvero il valore del brand. La brand equity è il valore aggiunto di cui beneficiano i prodotti e servizi di un’azienda attraverso il branding. Questo valore aggiunto si può riflettere nel modo in cui i clienti usano e pensano al prodotto, ma anche (e soprattutto) nel prezzo e nell’utile d’azienda.

I vantaggi del branding marketing

Strategie ad hoc consentono ai produttori e ai venditori non solo di tutelarsi, identificando l’origine dei propri prodotti, ma anche di promuoverli in maniera efficace e differenziata.
Si tratta di attività di supporto al processo decisionale dei consumatori: un aiuto per strutturare le informazioni attraverso la formulazione di associazioni e idee legate alle marche. Per questo sono ritenute fondamentali per garantire la fedeltà dei clienti ai prodotti di una determinata azienda.

In azienda ci si chiede abitualmente qual sia il CTR della propria pubblicità, quale il tasso di conversione, come si possa abbassare il CPA o allungare il tempo di permanenza sul sito… Sono tutte metriche importanti, e sicuramente si dobrebbe sempre cercare di ottimizzare questi KPI (indicatori chiave). Ma a una visione di breve termine occorre parimenti associarne una di lungo termine, proprio il branding, per l’appunto.

 

branding

 

Fare un audit del marchio

Ci sono momenti chiave nella vita di un’azienda in cui è necessario svolgere un audit del marchio, cioè un’indagine per scoprire esattamente dove si trova un marchio nel mercato rispetto ai suoi concorrenti.

Il primo è quando un’azienda ha raggiunto il colmo della crescita e tutte le strategie di marketing nel mondo non riescono più a superare quel limite. Un audit del marchio rappresenta essenzialmente un controllo dello stato di salute del brand entro un preciso modello di business. Atto ad individuare gli ostacoli nelle comunicazioni del marchio per applicare strategicamente le migliori soluzioni.

Altre aziende effettuano invece un audit del marchio quando stanno valutando un rebranding. I marchi che stanno valutando i potenziali costi di un rebranding devono infatti avere un’idea precisa del valore del marchio e del suo valore. Un audit efficace identificherà le misurazioni di base per entrambi. Quando un brand forte è importante per i dipendenti e per la fedeltà dei clienti, eseguire un’attività costante di branding ovvero un audit sistematico del marchio diviene un processo essenziale.

Nessuna azienda può permettersi di buttare via denaro e avere chiato il proprio ROI diventa una considerazione fondamentale quando si tratta di assumere decisioni aziendali. Un audit del marchio è un utile test per poi tessere strategie come una nuova campagna di marketing o la decisione di procedere ad un rebranding.

Branding interno ed esterno

Quando eseguiamo un audit del marchio, creiamo una struttura e un processo che vanno a coprire:

Branding interno: ovvero il cuore pulsante del marchio, per cui una serie di fattori rilevanti per il marchio dovrà essere valutata e misurata. Si inizia con un esame dell’attuale posizionamento del marchio, ma si cercano anche le linee guida del brand (se presenti) e se ne determina la loro coerenza e il modo in cui riflettono la cultura aziendale e la dichiarazione di intenti. Viene confrontato l’USP con il marchio esistente per verificare la coerenza e viene testato anche il tono di voce per tutti i canali di comunicazione. L’obiettivo di un audit interno sarà quindi quello di determinare quanto sia efficace il marchio esistente, come sta influenzando la posizione di mercato e come riflette la  cultura aziendale.

Marchio esterno: comporta un controllo graduale di tutte le linee guida e le risorse del marchio rivolte all’esterno. Ciò include ogni elemento dell’identità del brand, inclusi i loghi, le scelte della tavolozza dei colori piuttosto che gli slogan. Tutti i materiali di marketing vengono testati e controllati per la coerenza del marchio, comprese le esposizioni di fiere e qualsiasi materiale stampato, nonché le risorse digitali come il sito web e le pagine dei social media. Così come i contenuti, le strategie pubblicitarie e qualsiasi altra via di marketing dei contenuti.

 

 

Per scoprire come PCCC analizza le attività di branding per mantenere o migliorare il tuo posizionamento di mercato e migliorare le esperienze-cliente, contatta il nostro team.

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